Il progetto di Peer Education Digitale per lo sviluppo di abilità, talenti e interessi

II COLLABORAZIONE CON LE SCUOLE MEDIE DELLA LOMBARDIA, SWAPPE È UN'ARENA IN CUI I GIOVANISSIMI SPERIMENTANO L'EDUCAZIONE NON FORMALE PER L'EMPOWERMENT DELL'ADOLESCENZA 

L'isolamento legato alla pandemia di COVID-19 ha causato problemi di salute fisica e mentale per i bambini di tutto il Paese, in particolare in Lombardia, la regione maggiormente colpita dal virus e dalle sue conseguenze. Il progetto SWAPPE è volto a creare un'arena in cui gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo Grado lombarde possano svolgere attività educative e ludiche in forma sperimentale e innovativa, e allo stesso tempo possano riscoprire connessioni interpersonali, sviluppare la consapevolezza dello stress ed elaborare le emozioni

SWAPPE è volto a contribuire all'empowerment dell’adolescenza attraverso lo sviluppo delle potenzialità creative, intellettuali, manuali, emotive e sociali degli studenti delle scuole medie, nel rispetto delle differenze culturali, linguistiche, religiose, etniche e di genere. Offre opportunità di apprendimento che consentono di acquisire conoscenze e sviluppare abilità, talenti e interessi, in grado di contribuire alla formazione del carattere individuale.

Il nome SWAPPE nasce dall'inglese swap, ovvero "scambiare”, e peer education ("pe"): la metodologia utilizzata è infatti quella della Peer Education, ovvero l'educazione tra pari. Gli studenti che svolgono con studio e costanza attività extra-scolastiche, quali per esempio lo studio di uno strumento musicale, fotografia, videomaking, disegno e pittura, programmazione, attività artigianali, etc., preparano e tengono corsi online per i propri compagni di scuola, affiancati da un Tutor Adulto, che svolgerà attività di supervisore. Il Tutor Adulto è un insegnante del corpo docenti, a sua volta preparato da una Psicologa professionista, sempre a disposizione.

Non solo educazione informale, creatività e talenti. Sebbene i bambini sono stati, e sembrano, meno inclini a essere infettati dal coronavirus rispetto agli adulti, possono essere più fragili dal punto di vista psicologico e presentare ansia, problemi comportamentali, e paura come conseguenza dell'isolamento. Durante una recente intervista a genitori in Italia e Spagna sono stati raccolti 1.143 sondaggi i cui risultati hanno mostrato che l'86% degli intervistati ha riportato cambiamenti nel comportamento dei propri figli e nell'espressione delle emozioni durante la quarantena, tra cui difficoltà di concentrazione, noia, irritabilità, irrequietezza, solitudine, disagio ed espressione di preoccupazioni. Sembra quindi che il prolungato isolamento collegato alla pandemia abbia causato un elevato stress e conseguenze psicologiche nei bambini. Lo stress è definito come la "risposta non specifica dell'organismo a qualsiasi richiesta di cambiamento" (Selye, 1976, p. 137). L'adattamento allo stress e alle avversità è la chiave dello sviluppo umano e una funzione essenziale del corpo umano, ed è collegato alla valutazione soggettiva della propria capacità di rispondere agli stimoli derivanti dai cambiamenti nell'ambiente, i cosiddetti "fattori di stress". Condividere preoccupazioni e paure è il modo migliore per affrontarle e per gestire lo stress che possono derivare dall'incertezza e dalla precarietà di questo momento storico. Dare la possibilità ai giovanissimi, durante attività di apprendimento e ludiche, di condividere gli uni con gli altri paure e ansia causate dalla pandemia, è un modo per ridimensionare le stess, e permettere di incoraggiarsi a vicenda.

Progetto realizzato con il contributo di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Lombardia di cui agli arti. 72 e 73 del D.Lgs. 117/2017. Attuazione della DGR. n. XI/3208 del 03/06/2020

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