Trenord taglia i rimborsi del 96%: pendolari danneggiati due volte da un sistema ingiusto e complice
- veronicagastaldi
- 28 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Un crollo verticale dei rimborsi, ma i disagi continuano. I pendolari lombardi pagano sempre di più per un servizio che continua a deludere e ora vengono anche privati dell’unico strumento di tutela che avevano.
L’Associazione CODICI denuncia con fermezza la riduzione degli indennizzi erogati da Trenord. I numeri non mentono: tra aprile e ottobre 2024 sono stati rimborsati solo 76.550 euro, contro i 2,4 milioni dello stesso periodo nel 2023. Non è il segno di un servizio migliorato, ma il frutto amaro di regole studiate per impedire i rimborsi.
Il vecchio sistema, che garantiva bonus automatici al superamento di una soglia mensile di ritardi, è stato smantellato. Al suo posto, un meccanismo farraginoso, opaco e scoraggiante: ora i pendolari devono presentare richieste manuali e ottenere un rimborso è quasi impossibile. Basta un ritardo sotto i 15 minuti — anche se si ripete ogni giorno — e non si ha diritto a nulla. Il risultato è evidente: anche sulle linee più disastrate, come quelle della provincia di Como, sono stati riconosciuti meno di 150 rimborsi su decine di migliaia di corse.
“È un insulto a chi ogni giorno si alza all’alba per andare a lavorare e si ritrova ostaggio di un servizio inaffidabile – dichiara Davide Zanon, Segretario Regionale di CODICI Lombardia – Oltre al danno economico e al tempo perso, c’è una profonda sensazione di abbandono. Le nuove regole sembrano scritte per proteggere Trenord, non i cittadini. Questo sistema va smantellato e ricostruito da zero.”
L’associazione chiede con forza un immediato ripensamento del sistema di indennizzo: via le soglie ridicole, stop alle richieste manuali, e ritorno a un meccanismo automatico, trasparente e accessibile. Non è più tollerabile che ritardi sistematici vengano ignorati solo perché non raggiungono i 15 minuti, mentre i pendolari continuano a subire disservizi gravi ogni giorno.
“Chiediamo inoltre che Regione Lombardia si assuma le proprie responsabilità - prosegue Zanon - è ora di aprire un confronto vero con le associazioni dei consumatori e imporre a Trenord standard di servizio seri, rimborsi certi e rispetto per chi paga un abbonamento per ricevere solo disagi.”
Nel frattempo, non arrendetevi. Segnalare ogni disservizio e presentare richiesta di rimborso è un diritto, e CODICI è pronta a combattere al fianco dei cittadini. Scrivete a codici.lombardia@codici.org o chiamate lo 0362-258143: vi forniremo tutto il supporto necessario per far valere i vostri diritti.
Finanziato nell’ambito del programma della Regione Lombardia con fondi MIMIT – DM 31/07/2024 e DD 14/2/2025



