Milano-Meda a pagamento, Codici Lombardia attacca: "Scelta ingiusta. La mobilità non è un lusso. No al pedaggio"
- paolabusne
- 2 giorni fa
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L’associazione chiede la revisione immediata del piano pedaggi. Zanon: “Decisione politica, non obbligo tecnico”
Far pagare una strada che per decenni è stata gratuita, utilizzata ogni giorno da migliaia di lavoratori, studenti e famiglie. Per l’Associazione CODICI la decisione di introdurre il pedaggio sul tratto Lentate sul Seveso - Varedo della Milano - Meda è una scelta ingiusta, ingiustificata e profondamente sbilanciata a danno dei cittadini. Secondo l’associazione dei consumatori, si tratta di un’operazione che trasferisce sui pendolari il peso finanziario di un’infrastruttura più ampia, utilizzando come leva una strada già esistente, già pagata con le tasse e mai concepita come autostrada a pedaggio.
“Non si può trasformare una strada pubblica in un bancomat per mantenere l’equilibrio economico di un’altra opera - commenta Davide Zanon, segretario regionale CODICI - Qui non siamo davanti a un obbligo tecnico o giuridico, ma a una precisa decisione politica: far cassa sui pendolari”.
CODICI sottolinea come non esista alcun principio secondo cui tutte le autostrade debbano essere a pagamento. In Italia esistono tuttora tratte autostradali gratuite, soprattutto dove le opere sono state finanziate interamente con fondi pubblici. Per questo, l’introduzione del pedaggio sulla Milano–Meda viene considerata una scelta discrezionale, non una necessità.
La misura, inoltre, colpirebbe in modo diretto e sproporzionato chi utilizza quotidianamente quell’arteria come alternativa reale alla rete autostradale a pagamento, minando il legittimo affidamento dei cittadini, che per anni hanno fatto riferimento a quella strada come viabilità ordinaria.
A oggi il tratto vede circa 4.000 veicoli diretti verso Milano e 3.600 verso Como durante le ore di punta rispettivamente di mattino e sera.
E’ evidente, dunque, l’elevato utilizzo della strada per spostamenti intercomunali e per i pendolari.
I costi previsti per il transito giornaliero sono stimati tra i 4 e i 6 euro per andata e ritorno con un incasso medio di circa 20mila euro al giorno e di circa 400mila euro al mese solo dal traffico pendolare. Tradotto nella vita reale? Per chi usa la tratta per lavoro, parliamo facilmente di 88-132 euro/mese (22 giorni lavorativi) e 880-1.320 euro/anno (220 giorni lavorativi), senza contare evidentemente carburante e usura.
“La mobilità quotidiana non può diventare un lusso - aggiunge Zanon - I cittadini non possono essere chiamati a pagare due volte: prima con le tasse per costruire e mantenere la strada, poi con il pedaggio per continuare a usarla”.
Per CODICI è inaccettabile che un’infrastruttura storica venga trasformata in servizio a pagamento per sostenere la sostenibilità economica complessiva della Pedemontana Lombarda. Se il progetto deve reggersi finanziariamente, il pedaggio - sostiene l’associazione - vada applicato solo ai tratti realmente nuovi, come avvenuto finora, e non a segmenti di viabilità consolidata.
L’associazione chiede con urgenza:
la revisione del piano di pedaggiamento sul tratto Lentate–Varedo;
l’esclusione dal pedaggio delle tratte già esistenti;
l’apertura di un confronto pubblico e trasparente con territori, associazioni dei consumatori e amministrazioni locali.
CODICI annuncia che continuerà a monitorare la vicenda e a promuovere ogni iniziativa utile a tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti della strada.



