Inflazione, Osservatorio CODICI Lombardia: Il caro vita torna a mordere. Energia e spesa quotidiana sotto osservazione
A settembre inflazione al 4,2%. Prodotti acquistati più frequentemente al 5,3%, alimentari freschi al 5,5% e beni energetici al 22,3%. Zanon: «Non possiamo aspettare che i rincari arrivino alla cassa»
L'inflazione torna a correre e riaccende l'allarme per i bilanci delle famiglie. Secondo la stima preliminare ISTAT, a settembre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,7% su base mensile e del 4,2% su base annua, rispetto al 3,3% registrato ad agosto.
A pesare soprattutto è l'energia, con i prezzi dei beni energetici in aumento del 22,3% su base annua. Ma la pressione non riguarda soltanto bollette e carburanti: crescono anche gli alimentari non lavorati, al 5,5%, il carrello della spesa, all'1,7%, e soprattutto i prodotti acquistati con maggiore frequenza, al 5,3%.
“Il dato del 4,2% deve preoccuparci, perché arriva dopo un'accelerazione molto forte in un solo mese – dichiara Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia -. È vero che l'energia rappresenta una componente decisiva, ma per le famiglie la distinzione conta poco: bollette, carburanti e beni essenziali vanno comunque pagati. E quando aumentano i prodotti acquistati più frequentemente, il caro vita diventa immediatamente percepibile nella quotidianità”.
Un ulteriore elemento da monitorare arriva dai prezzi alla produzione industriale, cresciuti ad agosto del 10,9% su base annua e del 13,5% sul mercato interno. Particolarmente significativo l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica e del gas, pari al 26,3%, mentre coke e prodotti petroliferi raffinati segnano sul mercato interno un +72,6%.
“Questi aumenti non si trasferiscono automaticamente sui consumatori, ma il rischio è concreto e va seguito con attenzione – sottolinea Zanon -. È necessario capire dove si formano le tensioni sui prezzi e soprattutto evitare che gli aumenti lungo le filiere si traducano in rincari ingiustificati per le famiglie”.
A preoccupare è anche l'effetto sui consumi. Ad agosto le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,5% in valore, ma sono diminuite dell'1% in volume. Nel comparto alimentare, a fronte di una spesa in aumento dello 0,9%, le quantità acquistate sono calate dello 0,4%. A settembre, inoltre, la fiducia dei consumatori è scesa da 94,5 a 91,2.
“Le famiglie stanno già reagendo al caro vita modificando le proprie abitudini di acquisto – continua Zanon -. Spendono di più, ma comprano meno. È un segnale che non possiamo ignorare, soprattutto pensando ai nuclei che hanno meno margine per assorbire nuovi aumenti”.
Per CODICI Lombardia, serve ora un monitoraggio più puntuale del territorio. L'ultimo dato ufficiale disponibile per Milano, relativo ad agosto, indicava un'inflazione del 2,9%; il dato di settembre non è ancora disponibile. L'associazione propone quindi una dashboard mensile regionale sui beni sentinella, che permetta di seguire l'andamento dei prezzi di prodotti essenziali come pane, pasta, latte, uova, frutta e verdura, acqua, prodotti per la casa e l'igiene personale, carburanti, trasporto pubblico e principali utenze domestiche.
“Non dobbiamo limitarci a fotografare i rincari quando sono già arrivati alla cassa – conclude Zanon -. Serve un sistema di allerta precoce, trasparente e territoriale, capace di individuare tempestivamente le anomalie e capire dove si formano. Chiediamo quindi a Regione Lombardia e alle istituzioni locali di rafforzare il monitoraggio delle filiere e dei prezzi e di intervenire con misure mirate a tutela delle famiglie più esposte”.
Fonti: ISTAT - Prezzi al consumo, prezzi alla produzione, commercio al dettaglio e fiducia dei consumatori; Comune di Milano - Prezzi al consumo.
