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Inflazione, CODICI Lombardia: “I rincari non si fermano e i salari restano indietro. Servono beni sentinella e una dashboard regionale dei prezzi”

  • 4 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

L'associazione: “Le famiglie lombarde affrontano una doppia emergenza: costo della vita in crescita e retribuzioni che non tengono il passo. Regione Lombardia attivi un monitoraggio mensile sui beni essenziali”


I dati provvisori ISTAT di maggio confermano che la corsa dei prezzi non si arresta. Dopo l'accelerazione registrata ad aprile, l'inflazione sale al 3,2% su base annua rispetto al 2,7% del mese precedente.

Un dato che preoccupa CODICI Lombardia, soprattutto perché si inserisce in un contesto in cui il potere d'acquisto delle famiglie italiane continua a mostrare evidenti segnali di debolezza rispetto al resto d'Europa.


L'inflazione è tornata a correre proprio mentre emerge con chiarezza il problema strutturale dei salari italiani”, dichiara Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia.

Le ultime rilevazioni europee mostrano che le retribuzioni nette nel nostro Paese restano significativamente inferiori a quelle delle principali economie europee. Quando gli stipendi crescono meno dei prezzi, ogni aumento si trasforma immediatamente in una riduzione del benessere delle famiglie”.


Secondo l'associazione, il dato nazionale rappresenta un indicatore importante, ma non è sufficiente per comprendere come i rincari si distribuiscano realmente sul territorio lombardo.


L'inflazione non colpisce tutti allo stesso modo - prosegue  Zanon - Le differenze tra province, città e aree periferiche possono essere molto rilevanti. Una famiglia non compra l'indice ISTAT: compra pane, latte, pasta, frutta, carburante e biglietti del trasporto pubblico nel proprio Comune. È lì che il caro vita diventa concreto e misurabile”.


Per questo CODICI Lombardia propone l'istituzione di un sistema regionale di beni sentinella, un paniere ristretto di prodotti e servizi essenziali da monitorare mensilmente attraverso una dashboard pubblica accessibile ai cittadini.

Tra i prodotti da rilevare figurano acqua minerale, pane, pasta, latte, uova, pollo, frutta e verdura stagionale, detersivi, prodotti per l'igiene personale, carburanti e trasporto pubblico locale.

Per ciascuna voce potrebbero essere pubblicati prezzo medio, prezzo minimo, prezzo massimo, variazioni mensili e confronto tra province, offrendo uno strumento semplice ma efficace per individuare tempestivamente anomalie, tensioni nelle filiere e differenze territoriali.


Non serve controllare tutto, ma controllare bene ciò che pesa maggiormente sui bilanci familiari – aggiunge ancora il segretario regionale - Oggi la vera emergenza è l'effetto combinato tra rincari e salari insufficienti. Se i prezzi crescono e le retribuzioni restano ferme, il rischio è un progressivo impoverimento del ceto medio e delle fasce più vulnerabili”.


La proposta di CODICI non intende sostituire le rilevazioni nazionali, ma affiancarle con uno strumento territoriale più rapido e aderente alla realtà lombarda.

Una dashboard regionale consentirebbe di individuare differenze tra province, oscillazioni anomale, aumenti ricorrenti e possibili squilibri lungo la filiera distributiva.


Chiediamo a Regione Lombardia di aprire un tavolo operativo con Comuni, Camere di Commercio, associazioni dei consumatori, grande distribuzione e operatori economici”, conclude Zanon.

La nuova inflazione non può essere affrontata soltanto con statistiche nazionali. Servono dati locali, trasparenza e strumenti di controllo vicini ai cittadini. Solo così sarà possibile difendere concretamente il potere d'acquisto delle famiglie lombarde”.

 
 

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