Inflazione, Codici: "Ad Agosto i prezzi tornano a salire. Ma per le famiglie il caro vita non si ferma mai"
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Ad agosto l’inflazione sale al 3,3%, spinta dall’energia. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto arrivano al 4,3%. CODICI chiede un monitoraggio lombardo sui beni sentinella.
Milano, 4 settembre 2026 - Il rallentamento dell’inflazione registrato a luglio appare già superato. Le stime preliminari ISTAT relative ad agosto 2026 indicano una nuova accelerazione dei prezzi: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua, in aumento rispetto al +2,9% di luglio.
“Il dato di agosto conferma che non possiamo parlare di emergenza rientrata - dichiara CODICI -. A luglio l’inflazione nazionale sembrava rallentare, ma ad agosto torna a salire in modo evidente. I prezzi non scendono: continuano ad aumentare, e il rischio è che nei prossimi mesi il conto diventi ancora più pesante per le famiglie, soprattutto per quelle con redditi medio-bassi”.
Secondo ISTAT, l’aumento dell’inflazione è dovuto principalmente all’andamento dei beni energetici. Gli energetici non regolamentati passano dal +11,4% di luglio al +16,9% di agosto, mentre gli energetici regolamentati salgono dal +14,8% al +18,8%. Nel complesso, i prezzi dei beni energetici accelerano dal +11,6% al +17,0%, risentendo ancora delle tensioni internazionali.
“È un segnale molto serio - prosegue CODICI - perché l’energia non pesa soltanto sulle bollette. Energia, carburanti, logistica e imballaggi sono costi trasversali: quando aumentano, possono trasferirsi con ritardo su trasporti, distribuzione, beni alimentari, servizi e spesa quotidiana. Il fatto che oggi il carrello della spesa mostri una dinamica più moderata non deve indurre a sottovalutare il problema”.
Sempre secondo ISTAT, il cosiddetto “carrello della spesa” rimane stabile al +1,0%, mentre l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dal +1,6% al +1,5%. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto, però, aumentano dal +3,4% al +4,3%: sono proprio i beni e i servizi comprati più spesso, sui quali le famiglie percepiscono con maggiore immediatezza il caro vita.
“Il dato medio non basta - osserva l’associazione -. Una famiglia misura l’inflazione quando fa rifornimento, paga le bollette, acquista prodotti essenziali, sostiene le spese scolastiche, utilizza i trasporti o affronta gli altri costi quotidiani. Per questo il dato sui prodotti ad alta frequenza d’acquisto è particolarmente rilevante e richiede un monitoraggio puntuale”.
Milano e Lombardia
Il tema riguarda da vicino anche la Lombardia e Milano. Nell’ultimo dato territoriale disponibile, relativo a luglio, Milano registrava un’inflazione del +2,7%, in aumento rispetto al +2,2% di giugno, con una variazione mensile del +0,3%. Mentre a livello nazionale, a luglio, l’indice rallentava, nel capoluogo lombardo si osservava quindi una dinamica opposta.
“Milano aveva già mostrato un segnale di accelerazione prima del nuovo aumento nazionale di agosto - sottolinea Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia -. Ma c’è un aspetto che va oltre il singolo dato mensile: per le famiglie il caro vita è diventato una sorta di pressione continua, un circolo vizioso che non si esaurisce mai. Si comincia con le spese scolastiche, si passa al carburante e alle bollette, si fa i conti con il carrello della spesa e con l’inflazione, poi arrivano le spese di Natale, quelle di Pasqua, le vacanze, le imposte e la dichiarazione dei redditi. Dodici mesi in cui c’è sempre una nuova voce che pesa sul bilancio familiare”.
“È questo il vero problema - prosegue Zanon -. Anche quando un singolo indicatore rallenta, le famiglie non hanno la percezione che il problema sia risolto, perché i prezzi raggiunti negli ultimi anni non tornano indietro e nuove spese continuano ad aggiungersi. Il rischio è che le famiglie finiscano dentro un vero e proprio tritacarne del caro vita, costrette a comprimere consumi, rinunciare a qualcosa o intaccare i propri risparmi”.
“E Milano, dove affitti, mobilità, servizi e costo della vita sono già particolarmente elevati, è uno dei territori in cui questa pressione può farsi sentire maggiormente. Per questo non basta guardare alla media nazionale: dobbiamo capire cosa succede concretamente nei territori e quali sono i beni e i servizi che stanno aumentando di più”.
La proposta di Codici, un monitoraggio mensile sui beni sentinella
Per questo CODICI Lombardia rilancia la proposta di una dashboard mensile regionale sui beni sentinella, da affiancare ai dati nazionali e comunali. L’obiettivo non è sostituire le rilevazioni ufficiali, ma costruire uno strumento di allerta precoce territoriale, capace di individuare rapidamente gli aumenti che incidono sulla vita quotidiana delle famiglie e di verificare se lungo le filiere di energia, carburanti, logistica e distribuzione vi siano aumenti pienamente giustificati dai costi oppure margini anomali scaricati sui consumatori.
Tra i beni e servizi da monitorare, CODICI indica: acqua minerale, pane, pasta, latte, uova, pollo, frutta e verdura stagionale, detersivi, prodotti per l’igiene personale, carburanti, trasporto pubblico locale, materiale scolastico e principali utenze domestiche. Per ciascuna voce, l’associazione propone di rilevare prezzo medio, prezzo minimo, prezzo massimo, variazione mensile e confronto tra le province lombarde.
“Non serve controllare tutto - conclude Zanon -. Serve controllare bene i beni che anticipano il disagio delle famiglie. Il dato ISTAT di agosto dimostra che l’inflazione può tornare a correre rapidamente, soprattutto quando è alimentata dall’energia. Per questo chiediamo un monitoraggio stabile sui beni sentinella lombardi e un intervento preventivo sulle filiere più esposte, prima che i rincari si scarichino integralmente sui consumatori”.
