Codici Lombardia: “Lo stato di emergenza rischia di penalizzare chi ha subito i danni. Serve una revisione delle regole assicurative
- paolabusne
- 12 nov 2025
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“È necessario chiedersi se la politica abbia davvero valutato tutte le conseguenze prima di approvare uno stanziamento così limitato. Con le risorse attuali e le condizioni contrattuali delle polizze, i cittadini rischiano di trovarsi doppiamente penalizzati,” dichiara Davide Zanon, Segretario Regionale di CODICI Lombardia.
La dichiarazione di stato di emergenza, prevista dal Codice della Protezione Civile, è uno strumento pensato per consentire interventi rapidi e fondi straordinari. Tuttavia, il suo riconoscimento formale come “calamità naturale” ha un effetto collaterale paradossale: molte compagnie assicurative, infatti, utilizzano proprio tale classificazione per escludere i risarcimenti a chi non ha sottoscritto la specifica copertura per “eventi catastrofali”.
“È un meccanismo che di fatto lascia scoperta la maggior parte delle famiglie e dei condomini – prosegue Zanon –. Si rischia che, dopo aver subito danni ingenti, i cittadini scoprano di non poter contare né sull’assicurazione né su fondi pubblici adeguati. È legittimo domandarsi se, prima di dichiarare l’emergenza e stanziare cifre così esigue, qualcuno abbia considerato anche queste implicazioni concrete.”
Nel mese di settembre 2025, la Lombardia è stata colpita da numerosi eventi meteorologici estremi, tra cui l’alluvione del 22 settembre che ha messo in ginocchio la Brianza, coinvolgendo comuni come Cesano Maderno, Meda, Seveso, Lentate sul Seveso, Cabiate, Bovisio-Masciago e molti altri.
Le stime complessive dei danni per l’intero mese ammontano a circa 290 milioni di euro in oltre 130 comuni lombardi, tra infrastrutture pubbliche, abitazioni private e attività economiche. Di fronte a numeri simili, lo stanziamento nazionale approvato appare del tutto insufficiente a garantire un ristoro reale alle comunità colpite.
CODICI Lombardia auspica che quello approvato sia solo un primo intervento economico e che nei prossimi mesi vengano incrementate le risorse e avviato un confronto con le compagnie assicurative, per evitare che lo stato di emergenza si traduca in una beffa per chi ha perso tutto.
“Non chiediamo miracoli – conclude Zanon – ma coerenza e buon senso: se lo Stato riconosce l’emergenza, deve anche garantire che i cittadini non restino esclusi dai risarcimenti per questioni di clausole o interpretazioni contrattuali.”



