Codici Lombardia lancia l'allarme contro i tentativi di truffa bancaria. Oltre 180 milioni di euro di perdite a livello nazionale
2,1 milioni di cittadini truffati in Lombardia, la regione più colpita.
Una comunicazione apparentemente riconducibile a un Istituto bancario ricevuta da cittadini che hanno effettivamente un conto aperto presso la banca che ha inviato la notifica o ha telefonato. Una truffa nella quale è purtroppo facile cadere, proprio perché il mittente sembra reale e così le richieste che vengono avanzate: per esempio cliccare un link per aggiornare un documento in scadenza o la necessità di effettuare delle verifiche per un bonifico apparentemente sospetto.
“Le truffe bancarie non sono più episodi isolati ma un fenomeno strutturale, al quale bisogna prestare massima attenzione. Le denunce e le stime sui cittadini coinvolti evidenziano volumi di frode consistenti” afferma Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia.
Dati allarmanti
Non esiste un contatore unico aggiornato in tempo reale sulle truffe bancarie e frodi informatiche in corso, ma i dati ufficiali della Polizia Postale, delle Associazioni dei Consumatori e delle Forze dell'Ordine tracciano un quadro preciso del fenomeno sul territorio regionale. La Polizia Postale gestisce oltre 50.000-54.000 procedimenti/interventi all'anno legati al cybercrime e alle frodi informatiche bancarie/finanziarie. Gli studi di settore (fonte FABI - Federazione Autonoma Bancari Italiani) stimano oltre 180-230 milioni di euro all'anno di perdite complessive per i risparmiatori a causa di frodi informatiche e truffe online.
Si stima che in Lombardia siano circa 2,1 milioni i cittadini che sono caduti almeno una volta nella trappola di una truffa sul web o di phishing bancario. Sebbene le Forze dell'Ordine abbiano affinato le tecniche di blocco dei conti sospetti, le somme sottratte con frodi informatiche e bancarie in regione hanno superato i 9,6 milioni di euro all'anno intercettati o denunciati alla sola Polizia Postale lombarda, con un trend economico in crescita (+30%). La Lombardia assorbe da sola circa l'8-10% del totale delle frodi informatiche d'Italia, condizionata dalla forte concentrazione di servizi di home banking, e-commerce e sedi direzionali.
Tre tipologie di truffe
Le tipologie di truffe più diffuse sono tre. Lo spoofing o vishing: un SMS con link fraudolento inviato nel medesimo thread della propria banca, seguito da chiamata di un finto operatore o poliziotto che chiede di autorizzare bonifici di sicurezza. Vengono colpiti soprattutto correntisti privati, anziani e lavoratori. Il phishing su rimborsi e tasse: vengono inviati email o SMS con loghi dell'Agenzia delle Entrate, INPS o banche per presunti rimborsi, che richiedono l'inserimento delle credenziali dell'home banking. Colpisce cittadini e piccoli contribuenti. E infine CEO fraud & voice cloning: sono truffe evolute con l'uso dell'intelligenza artificiale per clonare la voce di dirigenti o parenti al fine di ordinare bonifici urgenti. E colpiscono aziende, dipendenti, ma anche famiglie.
Linee Guida
Zanon sottolinea: “La banca non chiede mai credenziali via telefono: nessun istituto di credito o forza dell'ordine chiederà mai di spostare denaro su un conto sicuro o di dettare PIN e password monouso (OTP). Pertanto non cliccare mai su link da SMS o Email. In caso di avvisi di blocco conto o rimborsi, accedere sempre e solo digitando l'indirizzo ufficiale nell'app o nel browser. E, prima di effettuare bonifici urgenti richiesti via messaggio o telefono, contattare il numero verde ufficiale della banca reperibile sul retro della carta. Proprio l'urgenza della richiesta e il rinvio a link esterni per l'inserimento dei dati bancari rappresentano alcuni degli elementi che devono far scattare immediatamente un campanello d'allarme”.
“È fondamentale ricordare che comunicazioni di questo tipo non arrivano con modalità così dirette e informali. I correntisti viene normalmente raggiunto attraverso i canali ufficiali. Nessuno dovrebbe mai inserire dati bancari cliccando su link ricevuti via e-mail senza averne prima verificato l'autenticità”.
Codici Lombardia invita pertanto tutti i cittadini a prestare la massima attenzione, a non aprire link sospetti, a non fornire credenziali di accesso o coordinate bancarie e, in caso di dubbio, a contattare direttamente il proprio professionista di riferimento o gli uffici competenti attraverso recapiti ufficiali.
“La prevenzione resta lo strumento più efficace contro queste forme di truffa. Bastano pochi secondi di distrazione per mettere a rischio dati sensibili e risorse economiche. Per questo chiediamo ai consumatori di diffidare sempre delle comunicazioni che fanno leva sull'urgenza o sulla prospettiva di ottenere rapidamente somme di denaro” , aggiunge Zanon
Info e contatti: telefonando al numero 0362-258143 oppure scrivendo all'indirizzo e-mail codici.lombardia@codici.org
