CODICI lancia l’allarme sulla prossima stagione sciistica

La settimana bianca è diventata un lusso per pochi. Prima la pandemia, ora il caro energia: non sembra esserci tregua per gli impianti sciistici, che rischiano di chiudere o non aprire a causa dell’esponenziale aumento dei costi dell’energia e di gestione degl’impianti stessi. Diversi impianti sciistici hanno deciso di non aprire e altri stanno valutando di aprire solo nel weekend o a giorni alterni. A farne poi le spese, come sempre, a cascata, sono i consumatori.


Siamo in Lombardia, dichiara Davide Zanon Responsabile Regionale di CODICI Lombardia – la Regione in cui si terranno le prossime olimpiadi invernali e non possiamo non pensare con apprensione a cosa accadrà quest’inverno agli impianti sciistici e di risalita.

Ciò che sentiamo in questi giorni ci preoccupa molto: si parla di aumenti dei costi degli skipass o degli abbonamenti che vanno dall’8% al 12%; ad esempio, a Bormio, il biglietto giornaliero arriverà a costa più di 50 € e un abbonamento stagionale costerà più di 800 €. A poco servono le offerte proposte in quanto, soprattutto visto i cambiamenti climatici, è difficile pensare di fare un acquisto preventivo per abbattere i costi. All’aumento di questi costi c’è poi da aggiungere l’aumento dei costi delle strutture ricettive, del noleggio delle attrezzature, dei ristoranti etc. Una famiglia di 3 persone, per un weekend fuori porta, rischia di spendere più di 600 €, quasi la metà di uno stipendio mensile.

E’ facile capire come sia una spesa insostenibile.

Chiaramente siamo preoccupati anche per i risvolti occupazionali di un settore già colpito duramente dal Covid. Riteniamo che i fondi stanziati dal Governo e da Regione Lombardia a sostegno degli impianti sportivi non siano sufficienti e adeguati: proporre fondi per l’efficientamento energetico delle strutture sportive, a stagione fredda già avviata, fa sorridere e arrabbiare insieme. Inoltre non tiene conto degli impianti di risalita.

Servono interventi mirati e concreti per evitare che centinaia di strutture ed impianti sportivi abbassino per sempre le serrande. Ci auguriamo che non venga introdotto l’ennesimo bonus, ma che vengano ideati fondi comuni magari finanziato con gli extraprofitti delle varie società che traggono beneficio della crisi attuale”.


Chiediamo un incontro urgente con l'assessore Magoni affinchè apra un tavolo di confronto tra Regione, gestori degli impianti e Consumatori.