CODICI: inaccettabile la richiesta di archiviazione per i responsabili della Rsa "I Glicini" di Bra

Una decisione grave, un precedente pericoloso per chi vuole risposte e giustizia per i contagi ed i decessi che hanno caratterizzato la prima ondata dell’emergenza Covid19 e che continuano a segnare la pandemia. Così l’associazione Codici giudica la richiesta di archiviazione presentata dai Pubblici Ministeri per il Direttore di Struttura ed il Direttore Sanitario della Rsa I Glicini di Bra (Cuneo), dove, da febbraio ad aprile dello scorso anno, si è verificato un aumento esponenziale di contagi, sia tra gli ospiti che tra i sanitari, con 40 decessi tra gli anziani.


Ci stiamo occupando di quanto avvenuto in questa struttura, fornendo assistenza legale ai parenti di alcuni ospiti – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di CODICI – e stiamo facendo lo stesso per altre Rsa perché ancora oggi, nonostante tutto quello che è successo finora, si continuano a verificare focolai, a dimostrazione di come si faccia ancora fatica ad adottare le misure adeguate ad evitare i contagi. Quanto accaduto per I Glicini, a nostro avviso, è inaccettabile. La richiesta di archiviazione per i principali responsabili deriva dalla relazione dei consulenti, secondo cui è impossibile, dal punto di vista scientifico, stabilire che il contagio sia avvenuto in un determinato arco-spazio temporale, mentre le mascherine chirurgiche non possono essere considerate efficaci al 100% contro il virus. Ma nella Rsa I Glicini le mascherine per un mese non sono state nemmeno usate. La consulenza si scontra e non tiene conto di una realtà chiara, che gli stessi PM giudicano gravissima, tanto da osservare che i due responsabili hanno gestito nel peggior modo possibile l’emergenza, non si sono adattati alle prescrizioni impartite dalla Commissione di Vigilanza e non hanno adottato nemmeno le cautele minime, come la separazione tra positivi e negativi”.

È un quadro agghiacciante quello che emerge dalle cartelle cliniche, dalla documentazione medica e dalle testimonianze di molti operatori sanitari.


Presso la Rsa – afferma Giacomelli – non sono stati adottati comportamenti idonei a prevenire il diffondersi del virus tra gli anziani. Come rilevano gli stessi PM prima di arrivare alla clamorosa richiesta di archiviazione, fino a metà marzo mancavano o erano insufficienti le mascherine chirurgiche per gli operatori. Alcuni familiari circolavano indisturbati e senza mascherina nella struttura, su autorizzazione dei vertici della Rsa, nonostante il divieto di accesso alle strutture socio-sanitarie ai parenti degli ospiti imposto dal Dpcm dell’8 marzo 2020. Non solo. Operatori con sintomi da Covid19 hanno continuato a lavorare nella struttura anche senza mascherina e senza un effettivo controllo.

Fino all’intervento dell’USCA del 3 aprile 2020 non è stato attuato alcun effettivo isolamento dei pazienti Covid19 da quelli negativi e non è stato adottato nessun provvedimento per differenziare i percorsi ‘sporchi’, dove ci si spoglia dagli abiti che possono essere venuti a contatto con il virus, dai percorsi ‘puliti’, dove si transita esclusivamente con abiti puliti per limitare al massimo nuovi contagi. Per tutto il mese di marzo – prosegue il Segretario Nazionale di Codici – la struttura è risultata praticamente abbandonata a sé stessa, con il Direttore di Struttura ed il Direttore Sanitario assenti, il primo in autoquarantena ed il secondo positivo al Covid19, e con una sostanziale autogestione degli operatori sanitari, perfino sulle scelte non di loro competenza, come la somministrazione di terapie e ossigeno. A fronte di questi elementi, ravvisati dai Pubblici Ministeri, tutto ci saremmo aspettati meno che una richiesta di archiviazione. I parenti degli anziani ospiti della struttura non meritano questo, nemmeno i lavoratori, hanno il diritto di conoscere la verità e di vedere a processo i responsabili per quanto accaduto. L’emergenza non è stata affrontata nel modo corretto, non è possibile cancellare tutto con un colpo di spugna, archiviare gli errori commessi come se niente fosse. Ci opporremo alla richiesta dei PM e continueremo a batterci, su I Glicini di Bra come sulle altre Rsa colpite dal Covid19”.

Codici rinnova l’invito ai parenti degli ospiti di queste strutture a segnalare irregolarità, scarsa assistenza o informazioni carenti, pronta a fornire assistenza legale per tutelarne i diritti. È possibile mettersi in contatto con l’associazione telefonando al numero 06.5571996 oppure scrivendo all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.org. Per la delegazione lombarda, l'associazione è reperibile ai numeri 02.36503438 e 351.7979897 oppure scrivendo a codici.lombardia@codici.org.