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Codici fa annullare un’altra multa: l’autovelox di viale Fulvio Testi non è omologato.Il Comune persevera, i cittadini pagano

  • 4 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Un’altra importante vittoria per Codici Lombardia riguarda un cittadino multato dall’autovelox di viale Fulvio Testi. Il dispositivo non è omologato, ma il Comune persevera e i cittadini pagano. Almeno fino a oggi.


Il Giudice di Pace di Milano, lunedì 1 dicembre ha infatti annullato una sanzione per eccesso di velocità, accogliendo il ricorso e riconoscendo l’assenza del requisito essenziale di legge: l’apparecchiatura non è omologata, ma semplicemente approvata. Non si tratta di un caso isolato. Il Comune aveva già perso in Tribunale anni fa e, nonostante ciò, continua a mantenere in funzione il dispositivo, ben consapevole - per sua stessa ammissione - di non avere alcuna documentazione che ne certifichi l’omologazione.


La mancanza di omologazione è stata confermata dallo stesso Comune – commenta Davide Zanon,

segretario di Codici Lombardia – che ha dichiarato di non disporre di alcuna documentazione attestante l’omologazione dell’apparecchiatura. Questo elemento apre uno scenario di estrema rilevanza giuridica, perché un dispositivo privo dei requisiti tecnici previsti non può essere utilizzato per l’accertamento delle violazioni del Codice della Strada. Ne consegue che i verbali emessi sono impugnabili”.


La vicenda nasce dalla segnalazione di un cittadino sanzionato nel maggio 2025. Nel corso dell’istruttoria, le richieste formali agli uffici comunali hanno confermato l’assenza di qualsiasi atto di omologazione. Una scoperta che solleva interrogativi gravi non solo sul singolo verbale, ma su tutte le multe elevate negli anni lungo viale Fulvio Testi, una delle arterie più trafficate tra Milano e l’hinterland. Statistiche alla mano, circa 5.000 multe all’anno.


Una situazione paradossale e profondamente ingiusta dove l’informazione diventa fondamentale – aggiunge Zanon – Perché chi conosce la vicenda e presenta ricorso vede annullata la multa, perché illegittima, mentre chi non è informato continua a pagare sanzioni che non dovrebbe pagare, subendo perfino la decurtazione dei punti dalla patente. E tutto questo mentre l’amministrazione, pur consapevole delle criticità, sceglie di non intervenire


I cittadini che hanno ricevuto una multa dall’autovelox di viale Fulvio Testi possono valutare un ricorso al

Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica.


l contributo unificato va da 43 a 237 euro, a seconda dell’importo della sanzione. Da non dimenticare che questi verbali comportano anche la perdita dei punti patente: un motivo in più per verificare la legittimità dell’accertamento.


Codici punta poi l’attenzione su un altro aspetto a tutela dei cittadini. “L’articolo 208 del Codice della Strada stabilisce che una quota pari al 50% dei proventi spettanti all’ente locale che ha accertato l’infrazione deve essere destinata a finalità connesse con la sicurezza stradale – sottolinea ancora Zanon - Nel caso di multe per eccesso di velocità, l’articolo 142 del Codice della Strada prevede analoghe destinazioni dei proventi, che devono servire a migliorare la sicurezza della circolazione stradale sulla strada dove è avvenuta l’infrazione. Non mi sembra però che le strade di Milano brillino per sicurezza e manutenzioni”.


Tanto che l’associazione non esclude un’azione ancor più incisiva nei confronti del Comune. “Stiamo valutando con i nostri legali di effettuare un accesso agli atti per sapere come sono stati spesi da parte del Comune i soldi incassati attraverso quel dispositivo di viale Fulvio Testi. Così potremmo scoprire quanto è stato realmente investito per la sicurezza stradale dei cittadini” conclude Zanon.


CODICI continuerà a supportare i cittadini nella tutela dei loro diritti. L’Associazione resta a disposizione per valutare singole posizioni, fornire assistenza nella predisposizione dei ricorsi e aggiornare la cittadinanza sugli sviluppi relativi agli ulteriori accertamenti in corso.

 
 

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