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Centri estivi, CODICI Lombardia: "Costi in aumento del 20% in un anno. Avviato monitoraggio regionale sui prezzi e chiediamo maggiore trasparenza"

  • 11 minuti fa
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Frequentare un centro estivo costa sempre di più e le differenze tra territori, servizi e criteri di accesso rendono difficile per molte famiglie orientarsi tra le diverse offerte.

È quanto emerge dalle prime rilevazioni di CODICI Lombardia, che evidenziano un aumento medio dei costi del 20% rispetto allo scorso anno per campus sportivi, ricreativi e strutture organizzate da soggetti privati.

Per approfondire il fenomeno, l'associazione avvia un monitoraggio regionale finalizzato a raccogliere dati sui prezzi praticati nelle diverse province lombarde e a verificare il livello di trasparenza delle informazioni fornite ai cittadini.


"Le prime segnalazioni che stiamo raccogliendo evidenziano un quadro molto eterogeneo – dichiara Davide Zanon, responsabile dell'Ufficio Progetti di CODICI Lombardia –. Non esiste soltanto un problema di costi, ma anche di chiarezza. Famiglie residenti in Comuni vicini possono sostenere spese molto diverse per servizi analoghi, con agevolazioni ISEE, criteri di accesso e prestazioni incluse che cambiano sensibilmente da un territorio all'altro. A questo si aggiunge un incremento generalizzato dei prezzi che, in media, raggiunge il 20% rispetto allo scorso anno."


Secondo le più recenti analisi nazionali, Milano si conferma tra le città con i costi medi più elevati per la frequenza di un centro estivo privato a tempo pieno. Una spesa che, nell'arco dell'estate, può superare facilmente i mille euro per figlio, incidendo in modo significativo sui bilanci familiari.

Il monitoraggio promosso da CODICI Lombardia analizzerà in particolare:


●      il costo settimanale dei centri estivi;

●      gli orari effettivi del servizio;

●      i servizi compresi nella quota e gli eventuali costi aggiuntivi;

●      le agevolazioni previste e i criteri ISEE;

●      le differenze tra strutture comunali, convenzionate, parrocchiali e private.

 

L'associazione invita cittadini, Comuni e gestori a collaborare inviando informazioni sui centri estivi presenti nei diversi territori, così da costruire un quadro il più possibile rappresentativo della situazione regionale.

"L'obiettivo – conclude Zanon – non è stilare classifiche, ma capire quanto costa realmente un servizio essenziale per la conciliazione tra lavoro e famiglia e verificare se esistano differenze territoriali che meritino un approfondimento. Una maggiore trasparenza può aiutare le famiglie a compiere scelte più consapevoli e fornire alle istituzioni elementi utili per valutare eventuali interventi."


I risultati del monitoraggio saranno raccolti in un report pubblico dedicato, che metterà a confronto l'andamento dei costi nelle diverse province lombarde, evidenziando criticità ed eventuali buone pratiche.

 
 

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