Casa in affitto, occhio alle truffe: falsi annunci e caparre anticipate per fermare l’immobile
Codici Lombardia mette in guardia i consumatori: “Non fatevi condizionare dalla fretta. Prima di versare denaro, verificate che l’annuncio sia autentico e che l’interlocutore abbia titolo per affittare l’immobile”
Un cartello affisso per strada, un numero di telefono da contattare e la promessa di una casa in affitto. È così che può iniziare una truffa ai danni di chi è alla ricerca di un’abitazione, spesso spinto dalla necessità di trovare rapidamente una sistemazione e dalla paura di perdere un’occasione.
A richiamare l’attenzione su questo tipo di raggiro, numerosi casi in Brianza dove vengono pubblicizzati immobili con fotografie non corrispondenti a una reale disponibilità.
Una volta contattato, il presunto locatore invia altre immagini, anch’esse false, e spiega che le numerose richieste ricevute rendevano necessario bloccare subito la casa.
Per farlo, generalmente chiede una “caparra” di 100 euro.
Una cifra apparentemente contenuta, che può indurre a pagare senza troppe verifiche. Ma il meccanismo può ripetersi con più persone: cento euro da un aspirante inquilino, altri cento da un altro, fino a raccogliere somme significative senza che esista una reale possibilità di ottenere l’immobile.
“La fretta è il primo alleato dei truffatori”
“Quando si cerca casa, soprattutto in un mercato in cui trovare una soluzione adeguata può essere difficile, il rischio è lasciarsi convincere dalla paura di perdere un’occasione – dichiara Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia –. La richiesta di una piccola somma per bloccare immediatamente un appartamento, accompagnata dalla giustificazione che ci siano molti altri interessati, deve invece spingere a fermarsi e a verificare. Anche cento euro possono sembrare pochi, ma se il meccanismo coinvolge più persone il danno complessivo cresce rapidamente”.
Codici Lombardia invita quindi i cittadini ad adottare alcune precauzioni prima di versare denaro per una locazione.
Prima di tutto, è fondamentale verificare l’immobile e l’identità di chi lo propone.
Le fotografie possono essere “rubate” da altri annunci o non corrispondere alla casa pubblicizzata. Quando possibile, è opportuno visitare personalmente l’abitazione e accertarsi che l’interlocutore sia effettivamente autorizzato a darla in locazione. Se non è possibile incontrarsi subito, una videochiamata può essere utile, ma non costituisce da sola una garanzia.
Attenzione alle richieste di denaro prima delle verifiche.
La fretta imposta dal presunto locatore, la presenza di molti altri interessati e la richiesta di una caparra per riservare l’immobile non dimostrano necessariamente che si tratti di una truffa, ma sono segnali da valutare con particolare prudenza. È importante non pagare soltanto per paura che la casa venga assegnata a qualcun altro.
Meglio utilizzare pagamenti tracciabili e conservare ogni comunicazione.
Prima di versare una somma, occorre chiarire chi la riceverà, a quale titolo e a quali condizioni. È consigliabile conservare annunci, fotografie, messaggi, numeri di telefono, eventuali documenti e ricevute. Vanno evitati pagamenti verso soggetti la cui identità non sia stata verificata.
“Il consiglio è semplice: mai farsi mettere fretta e mai considerare una caparra di piccolo importo un rischio trascurabile – conclude Zanon –. Se qualcosa non torna, è meglio rinunciare a quella che sembra un’occasione piuttosto che perdere denaro senza avere alcuna garanzia. E se si sospetta di essere finiti in una truffa, bisogna interrompere i pagamenti, conservare tutte le prove e rivolgersi tempestivamente alle Forze dell’ordine”.
Codici Lombardia invita chi ha subito un raggiro o ha dubbi sulla correttezza di una proposta di locazione a chiedere assistenza all’associazione attraverso i propri canali di contatto.
