Caro libri, CODICI: “Favorire l'usato è una scelta strategica. Serve un patto tra scuole, editori e famiglie"
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Davide Zanon: “Un testo ancora buono non può diventare inutilizzabile dopo uno o due anni. Il diritto allo studio non può dipendere dalla capacità delle famiglie di assorbire costi sempre più alti”
Il caro libri torna a pesare sui bilanci delle famiglie proprio all’inizio dell’anno scolastico. Per molte famiglie l’acquisto dei testi rappresenta una voce di spesa significativa e il mercato dell’usato può essere un aiuto concreto per contenere i costi. Ma proprio il settore dell’usato rischia di essere penalizzato dalla frequente introduzione di nuove edizioni, che rende difficilmente utilizzabili libri pubblicati appena uno o due anni prima.
“È difficile vendere i testi dei propri figli, libri ancora buoni e che avrebbero potuto essere ancora proficuamente utilizzati da studenti – sottolinea Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia –. Le nuove edizioni li hanno ‘bruciati’ e molti genitori sono costretti a buttarli via”.
Il problema è particolarmente rilevante considerando che, secondo le segnalazioni raccolte dall’associazione, per il primo anno di scuola superiore la spesa per i soli libri può arrivare a circa 350 euro, senza considerare dizionari e tutte le altre spese legate alla scuola. Una cifra tutt’altro che irrilevante per i bilanci familiari.
“Il punto non è mettere in discussione la necessità di aggiornare i libri quando ci sono effettive ragioni didattiche – spiega Zanon – ma chiedere che ogni cambio di edizione sia realmente giustificato da aggiornamenti sostanziali. Un libro scolastico non può diventare vecchio prima ancora di essere usurato”.
Per CODICI Lombardia è quindi necessario rafforzare il confronto tra scuole, insegnanti, editori e famiglie, con l’obiettivo di favorire una maggiore continuità delle edizioni e rendere più semplice il riuso dei testi.
“Come associazione – continua Zanon – facciamo pressione ogni anno sulle istituzioni scolastiche affinché scuole, editori e insegnanti assumano maggiore responsabilità. Chiediamo che i cambi di edizione siano realmente giustificati da aggiornamenti sostanziali, che venga favorito il riuso dei testi e che si rafforzino gli strumenti di sostegno alle famiglie. Il diritto allo studio non può dipendere dalla capacità di assorbire ogni anno costi sempre più alti, e su questo siamo pronti a sollecitare anche interventi a livello regionale e nazionale”.
CODICI propone quindi di promuovere una serie di strumenti concreti: accordi tra scuole e famiglie per mantenere i testi adottati per più cicli scolastici, forme di comodato d’uso gratuito o a costo ridotto, biblioteche scolastiche dei libri di testo, mercatini dell’usato organizzati direttamente dagli istituti e sistemi di prestito o scambio tra famiglie.
Si tratta di interventi che potrebbero avere un impatto significativo soprattutto sulle famiglie con più figli, per le quali la possibilità di riutilizzare i libri può tradursi in un risparmio di centinaia di euro ogni anno.
“Favorire l’usato non significa soltanto aiutare una famiglia a spendere meno – conclude Zanon –. Significa evitare sprechi, prolungare la vita dei libri e rendere più sostenibile il costo dell’istruzione. In un momento in cui le famiglie devono già fare i conti con l’aumento del costo della vita, anche su questo fronte serve un atto di responsabilità”.
