Caro carburanti, Codici Lombardia:"Regione chieda subito l'intervento di garante dei prezzi e antitrust"
Davide Zanon: “A Milano prezzi che arrivano a 2,35 euro per la benzina e 2,67 per il diesel. Per una famiglia il conto può aumentare di circa 150 euro al mese. Serve un controllo sulla formazione dei prezzi”
Il caro carburanti torna a pesare pesantemente sulle famiglie e sulle imprese lombarde. Con i prezzi alla pompa in forte crescita, fare il pieno è diventato un costo sempre più difficile da sostenere, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’auto per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere familiari o raggiungere località non adeguatamente servite dal trasporto pubblico.
A Milano si registrano ormai anche prezzi particolarmente elevati, con punte che arrivano a circa 2,35 euro al litro per la benzina e 2,67 euro per il diesel. Un’escalation che, sommata agli altri aumenti che stanno interessando beni e servizi, rischia di trasformarsi in un ulteriore macigno sui bilanci familiari.
Per questo Codici Lombardia chiede alla Regione Lombardia di intervenire con urgenza e di sollecitare formalmente l’azione del Garante per la sorveglianza dei prezzi e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).
“Di fronte a questi prezzi non possiamo limitarci a prendere atto della situazione – dichiara Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia –. Sappiamo che esistono dinamiche internazionali che incidono sul costo dei carburanti, ma proprio per questo è necessario tenere sotto controllo anche quello che accade lungo tutta la filiera e verificare attentamente la formazione dei prezzi alla pompa. Un occhio va messo, e va messo subito”.
Il tema, sottolinea l’associazione, non riguarda soltanto il singolo pieno. L'aumento del carburante ha infatti un effetto a cascata sull’intera economia: trasporti, logistica, distribuzione e mobilità quotidiana finiscono inevitabilmente per scaricare una parte dei maggiori costi sui consumatori.
“Stiamo parlando di un aumento che per una famiglia può arrivare a significare anche circa 150 euro in più al mese destinati al carburante – prosegue Zanon –. Centocinquanta euro che vengono sottratti ad altre spese, in una fase in cui il costo della vita è già molto pesante. E non tutti hanno la possibilità di lasciare l’auto in garage: penso ai pendolari, a chi lavora su turni, alle famiglie che vivono fuori dai grandi centri e a chi deve necessariamente utilizzare la macchina per raggiungere il posto di lavoro”.
Da qui la richiesta alla Regione di non limitarsi a un monitoraggio, ma di farsi promotrice di un’iniziativa concreta nei confronti delle autorità competenti, affinché venga verificato l’andamento dei prezzi e siano individuate eventuali anomalie o criticità nella loro formazione. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi dispone infatti di specifici strumenti di monitoraggio del settore carburanti, mentre l’Antitrust è l’autorità competente per la tutela della concorrenza.
“Chiediamo alla Regione Lombardia di farsi sentire e di chiedere formalmente l’intervento del Garante dei prezzi e dell’Antitrust. Non stiamo accusando nessuno in anticipo, ma riteniamo doveroso capire se, accanto alle dinamiche internazionali, ci siano elementi che meritano di essere approfonditi. Quando il prezzo della benzina e del diesel raggiunge questi livelli, il consumatore ha diritto a sapere perché”, sottolinea Zanon.
Codici Lombardia invita inoltre i cittadini, laddove possibile, ad adottare comportamenti che consentano di contenere almeno in parte la spesa: utilizzare i mezzi pubblici quando disponibili, organizzarsi tra colleghi o famiglie per condividere gli spostamenti e ridurre l’utilizzo individuale dell’auto.
“Anche i cittadini possono dare un segnale contro chi sta facendo speculazione sui prezzi – conclude Zanon –. Quando è possibile, lasciamo la macchina e utilizziamo i mezzi pubblici, oppure organizziamoci in gruppi per condividere gli spostamenti. Non risolve il problema del caro carburanti, ma può contribuire a ridurre il peso sui bilanci familiari. La vera responsabilità, però, è di chi deve controllare il mercato: per questo chiediamo alla Regione di attivarsi immediatamente”.
