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Carburanti, CODICI Lombardia: «Prezzi più bassi oggi, ma chi tutela la concorrenza di domani?»

10 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Davide Zanon: «Il risparmio alla pompa è positivo, ma se la rete indipendente viene messa in difficoltà rischiamo meno scelta e prezzi meno competitivi in futuro. Chiediamo un approfondimento all’Antitrust»

 

Pagare meno benzina e gasolio è una buona notizia per gli automobilisti. Ma il risparmio di oggi potrebbe non bastare a garantire prezzi competitivi anche domani.

È il tema sollevato da CODICI Lombardia, che invita a valutare gli effetti delle politiche di contenimento dei prezzi sulla concorrenza nel mercato dei carburanti e sulla sopravvivenza dei distributori indipendenti.

Il tetto ai prezzi introdotto da Eni e prorogato fino alla fine dell’anno offre un beneficio immediato ai consumatori, in una fase in cui il costo degli spostamenti continua a pesare sui bilanci familiari. La questione, sottolinea l’associazione, è capire se queste iniziative possano avere ripercussioni sugli equilibri del mercato nel medio e lungo periodo.


«Il consumatore ha bisogno di risparmiare oggi, ma anche di poter scegliere e risparmiare domani – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia –. Non mettiamo in discussione il vantaggio di un prezzo più basso. Ci chiediamo, però, quali conseguenze possa avere una politica commerciale di questo tipo se dovesse mettere in difficoltà una parte della rete distributiva. Perché meno concorrenza significa anche il rischio di meno alternative per gli automobilisti».


Al centro dell’attenzione ci sono le cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti che negli anni hanno contribuito a mantenere competitivi i prezzi alla pompa. Si tratta di operatori che, in molti casi, acquistano carburante all’ingrosso dalle stesse grandi compagnie con cui competono nella vendita al dettaglio.

La presenza di condizioni di approvvigionamento differenti può creare uno squilibrio competitivo quando una compagnia integrata riesce a praticare prezzi particolarmente contenuti attraverso la propria rete, mentre i distributori indipendenti devono sostenere costi e condizioni diverse.


«Il punto non è contestare chi abbassa i prezzi, ma verificare se tutti possano competere davvero ad armi pari – prosegue Zanon –. Se gli operatori indipendenti non riescono a reggere la competizione e sono costretti a uscire dal mercato, nell’immediato il consumatore può beneficiare di prezzi più bassi. Ma domani potrebbe ritrovarsi con meno distributori, meno possibilità di scelta e una pressione concorrenziale più debole. È un rischio che merita di essere valutato prima che diventi un problema».

Una questione particolarmente rilevante per la Lombardia, dove pendolarismo, mobilità quotidiana e attività produttive rendono il costo dei carburanti una voce significativa della spesa di famiglie e imprese. Una rete distributiva capillare e diversificata non garantisce soltanto maggiore libertà di scelta: contribuisce anche a mantenere alta la competizione sui prezzi.


CODICI Lombardia precisa che la presenza di prezzi particolarmente bassi non è, da sola, prova di una condotta anticoncorrenziale. Per valutare eventuali criticità occorre esaminare i costi effettivi, le condizioni di acquisto all’ingrosso, i margini applicati e le caratteristiche del mercato.


Proprio per questo l’associazione chiede un approfondimento all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), affinché siano valutati gli effetti delle politiche di prezzo sulla distribuzione indipendente e sugli equilibri concorrenziali del settore.

Anche il Governo, secondo CODICI Lombardia, è chiamato a fare la propria parte. Il contenimento dei prezzi non può dipendere esclusivamente dalle strategie commerciali delle grandi compagnie: servono trasparenza, monitoraggio del mercato e strumenti pubblici adeguati, compresi interventi fiscali proporzionati quando necessari.


«La tutela dei consumatori non si misura soltanto guardando lo scontrino del prossimo pieno – conclude Zanon –. Significa anche garantire un mercato nel quale operatori diversi possano competere e gli automobilisti continuino ad avere alternative. Il prezzo più basso è un vantaggio soltanto se non finisce per costarci, domani, una concorrenza più debole. Per questo chiediamo che il mercato venga approfondito e monitorato».

 
 

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