Coronavirus, mascherine vendute fino a 30 €: CODICI raccoglie segnalazioni contro lo sciacallaggio

Neanche un'emergenza mondiale come quella del Coronavirus ferma gli sciacalli. Non possono essere definiti in maniera diversa quelli che stanno approfittando della condizione di grave difficoltà e paura dei cittadini per aumentare gli incassi applicando aumenti sconsiderati a prodotti richiestissimi come le ormai famose mascherine.


La situazione che si sta creando va contro ogni principio di buon senso. Tantissimi persone - dichiara Davide Zanon Segretario Regionale di Codici Lombardia - oltre a dover gestire una situazione grave e spaventosa dal punto di vista sanitario, si è vista costretta a doverla affrontare anche dal punto di vista economico non potendo lavorare o, nel peggiore dei casi, addirittura restando senza lavoro. E’ impensabile che, dietro la vendita di beni indispensabili a tutti, in questo momento ci siano persone senza scrupolo che pensano solo a fare la propria fortuna. E’ necessario intervenire immediatamente contro questi venditori, definibili solo sciacalli, impedendo loro che lucrino ulteriormente in questo momento di emergenza sfruttando le paure dei consumatori ”.


Stiamo ricevendo segnalazioni – dichiara l'avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – da parte di cittadini che pagano cifre esorbitanti per una mascherina. Abbiamo casi di rincari che arrivano addirittura al 1500% ed anche proteste per chi ha fatto un acquisto presso un rifornitore ufficiale e si è visto negare lo scontrino dal titolare. Questo è un altro aspetto che preoccupa, perché le mascherine sono diventate una merce rarissima e non vorremmo che dietro ci fosse una strategia volta a far aumentare ancora di più i prezzi. Quello che si sta profilando è un mercato nero in piena regola. Invitiamo i consumatori a segnalarci aumenti ingiustificati dei prezzi e comportamenti scorretti da parte dei professionisti. Stiamo già raccogliendo del materiale che gireremo alla Guardia di Finanza affinché possa effettuare tutte le verifiche del caso e punire chi specula sull’emergenza”.


I consumatori possono inviare le loro segnalazioni all'indirizzo di posta elettronica segreteria.sportello@codici.org.

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