LA LEGGE SUL

Femminicidio

In attuazione della Convenzione di Istanbul viene approvato in Italia la legge sul femminicidio 119/2013 che prevede una serie di misure innovative e necessarie per assicurare tutela e giustizia. Dal punto di vista penale è stato inserito un inasprimento delle pene e delle misure cautelari. Diventa aggravante l’avere e l’avere avuto una relazione sentimentale con la donna. Allo stesso modo se alcuni reati, come il maltrattamento e la violenza fisica, sono commessi nei confronti di donne incinte o in presenza di bambini, la pena si aggrava.

Viene introdotto l’arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato per i maltrattamenti in famiglia e stalking. Inoltre, la polizia giudiziaria,se autorizzata dal pubblico ministero e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze), può applicare la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. 

I destinatari di tali provvedimenti potranno essere allontanati dall’abitazione familiare e potranno essere controllati attraverso un braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici; in caso di atti persecutori potranno essere disposte intercettazioni telefoniche.

Le donne potranno inoltre ricorrere al patrocinio gratuito nel caso di stalking, maltrattamenti domestici e mutilazioni genitali femminili, a prescindere dalle condizioni di reddito.

Altra importante novità consiste nell’impossibilità di revocare la querela se relativa a gravi minacce ricevute in caso di stalking.​

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